Pianificazione fiscale: come prevedere le tasse che pagherai a giugno (e smettere di farti trovare impreparat@)

Pianificazione fiscale partita IVA: come calcolare le tasse di giugno.

Ogni anno a maggio ti arriva quella sensazione di panico allo stomaco. Le tasse di giugno si avvicinano, il commercialista ti manda i numeri, e tu per l’ennesima volta non sai bene quanto dovrai pagare, né se hai i soldi per farlo. Ti riconosci? Allora questo articolo è scritto esattamente per te. Perché la pianificazione fiscale non è una cosa da grandi aziende con l’ufficio amministrativo: è uno strumento concreto che ogni titolare di partita IVA forfettario, ordinario, piccolo o grande, può e deve usare per non trovarsi mai più in quella situazione.

Ti spiego come funziona il sistema delle tasse in Italia, perché giugno è sempre il mese più “pesante”, e soprattutto come iniziare a prevedere quello che pagherai, mese per mese, senza sorprese.

Sono Angela Amato, Dottore Commercialista specializzata in Business OnLine e Fiscalità Internazionale sin dal 2008. Amo rendere la complessa normativa fiscale semplice e pratica per l’imprenditore digitale, così che possa concentrarsi sul far crescere il proprio business senza ansie o timori. Aiuto imprenditori digitali e aziende a costruire attività online scalabili, sicure e fiscali sostenibili. Se desideri evitare errori, crescere in modo strutturato e ottenere risultati concreti, sei nel posto giusto

Prima di capire come pianificare, è utile capire perché giugno fa così paura.

In Italia, i titolari di partita IVA pagano le imposte sul reddito in due momenti principali: giugno e novembre. A giugno paghi il saldo dell’anno precedente, cioè le tasse definitive su quello che hai guadagnato l’anno scorso, e il primo acconto per l’anno in corso. A novembre paghi il secondo acconto. Questo meccanismo si chiama sistema di acconto e saldo, ed è lo stesso per quasi tutti: forfettari, regime ordinario, società di persone, professionisti.

Cosa significa in pratica? Che a giugno potresti trovarti a pagare due anni di imposte (volgarmente chiamate tasse) in una volta sola: il saldo del 2024 e il primo acconto del 2025. Se non ci hai pensato per tempo, quella cifra può sembrare un muro.

Aggiungici l’INPS, i contributi previdenziali, che seguono una logica simile e capisci subito perché molti imprenditori digitali vivono giugno come un mese di crisi finanziaria, anche quando il loro business va bene.

La buona notizia? Tutto questo è prevedibile. Non al centesimo, ma con un’approssimazione più che sufficiente per prepararsi per tempo.

Come si calcolano le imposte (tasse): la logica di base della pianificazione per ogni regime fiscale 

Partiamo dalla base, perché la pianificazione fiscale inizia da qui: capire su cosa paghi le tasse e con quale aliquota.

Se sei in regime forfettario, il calcolo è relativamente semplice. Il tuo reddito imponibile non è il fatturato, ma il fatturato incassato moltiplicato per un coefficiente di redditività che varia in base al codice ATECO della tua attività. Il risultato è la base su cui applichi l’imposta sostitutiva: il 5% per i primi cinque anni di attività, il 15% a regime. Niente IRAP, niente IVA da versare. Poi ci sono i contributi INPS, che seguono una logica separata ma ugualmente prevedibile.

Se sei in regime ordinario, come libero professionista o ditta individuale oppure hai una società di persone, il calcolo è più articolato. Paghi l’IRPEF sul reddito netto (fatturato incassato meno costi deducibili), con aliquote progressive che vanno dal 23% al 43% a seconda dello scaglione. Aggiungici le addizionali regionali e comunali, e l’IRAP se applicabile. Anche qui, i contributi INPS si calcolano separatamente.

Se operi attraverso una società di capitali, una SRL per esempio, le regole cambiano ancora: ci sono l’IRES (aliquota flat al 24%) e l’IRAP circa 3,9%, più la tassazione sui dividendi quando distribuisci gli utili.

Sapere in quale regime ti trovi e come funziona il calcolo è il primo mattone della tua pianificazione fiscale. Sembra ovvio, ma ti assicuro che moltissimi imprenditori digitali non hanno questa chiarezza.

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Il metodo pratico: come stimare le tasse mese per mese

Il sistema che uso con i miei clienti si chiama accantonamento progressivo, e si basa su quattro passaggi fondamentali che ti spiego qui in modo che tu possa capire la logica. I miei Clienti usufruiscono di una piattaforma digitale che pianifica le loro imposte in automatico e quindi non devono pensarci più: il lavoro di pianificazione lo faccio io per loro.

  1. Primo step: calcola la tua aliquota effettiva. In base al regime fiscale e al reddito previsto per l’anno, si stabilisce una percentuale orientativa di tasse sul fatturato. Per un forfettario al 15% con coefficiente di redditività al 78%, per esempio, l’aliquota effettiva sul fatturato lordo è circa il 12%. Per un professionista in ordinario con reddito medio di € 40.000, potremmo stare tra il 30% e il 40% del reddito netto, tenendo conto anche dei costi deducibili.
  2. Secondo step: accantonare quella percentuale ogni mese. Ogni volta che incassi una fattura, metti da parte la quota corrispondente alle tasse su un conto separato, idealmente un conto corrente dedicato che non tocchi mai per le spese operative. Non devi aspettare giugno per “trovare i soldi”: li stai già accantonando mese per mese.
  3. Terzo step: rivedere la stima ogni trimestre. Il reddito non è sempre lineare. Ogni tre mesi, si confronta il fatturato reale con quello previsto e si aggiusta la percentuale di accantonamento se necessario. Questo è esattamente il tipo di monitoraggio che faccio in modo sistematico per ogni mio cliente: nessun numero viene lasciato al caso o aggiornato “quando ci si ricorda”.
  4. Quarto step: tenere traccia degli acconti già versati. A novembre hai già versato il secondo acconto. Quando a giugno si calcola il saldo, va sottratto quanto già pagato. Anche questo rientra nel quadro complessivo che gestisco per chi lavora con me, così non rischi né di sovraccantonare né di dimenticarti importi già versati.

Capire questa logica è importante anche se non lo fai tu direttamente: ti permette di essere consapevole di quello che sta succedendo nella tua attività, e di collaborare in modo più efficace con chi ti segue.

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Errori comuni che trasformano giugno in un incubo

Negli anni ho visto ripetersi sempre gli stessi errori. Te li racconto perché tu possa evitarli.

Errore 1: confondere fatturato e reddito netto. Molti imprenditori digitali guardano il conto corrente, vedono che c’è liquidità, e pensano di stare bene. Ma il conto corrente non distingue tra i tuoi soldi e quelli del fisco. Se non hai accantonato nulla, quella liquidità è in parte già “prenotata” dall’Agenzia delle Entrate.

Errore 2: ignorare gli acconti di novembre. L’acconto di novembre è spesso sottovalutato perché arriva in un momento in cui si pensa già al Natale e alla fine dell’anno. Ma è un pagamento reale, e va previsto esattamente come quello di giugno. Se lo salti, in sede di dichiarazione fiscale aspettati un salasso.

Errore 3: non aggiornare le stime quando il reddito imponibile cresce. Questo è particolarmente insidioso per chi scala velocemente. Se il tuo fatturato cresce del 50% rispetto all’anno precedente, le tue tasse cresceranno di conseguenza. Ma gli acconti vengono calcolati sull’anno precedente: questo significa che a giugno potresti trovarti a pagare un saldo più alto del previsto. Monitorare il fatturato in corso d’anno è essenziale.

Errore 4: dimenticarsi dell’INPS. I contributi previdenziali non sono delle imposte, ma vanno comunque pagati e vanno pianificati esattamente allo stesso modo. Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, i contributi seguono lo stesso meccanismo di acconto e saldo delle imposte.

Errore 5: aspettare che sia il commercialista a dirti quanto devi accantonare. Il commercialista è fondamentale, ma spesso mi capita di sapere che si dimentica di fare la previsione delle imposte al suo cliente. Oppure è pagato troppo poco per farlo. E cosa ti accade in questo caso? Sei all’oscuro di tutto e arriverai a giugno (dopo circa 18 mesi dall’inizio dell’anno fiscale della tua attività) con un bel modello F24 da pagare ma non hai la liquidità necessaria.

Se seguirai i miei consiglio, potrai accantonare una parte delle imposte che ti servono per pagare i conti con fisco e inps. Non avrai i conteggi perfetti ma almeno ci andrai vicin@.  La pianificazione, cioè prevedere prima e prepararsi per tempo, richiede un affiancamento tecnico continuativo durante tutto l’anno. Ed è esattamente per questo che ho strutturato il mio lavoro in modo diverso. I miei Clienti ne sanno qualcosa.

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Un sistema che lavora per te tutto l’anno.

La pianificazione fiscale non è un evento annuale: è un’abitudine mensile. E se c’è una cosa che ho imparato in oltre quindici anni di lavoro con imprenditori digitali, è che chi prova a gestirla da solo, tra mille altre cose da fare, prima o poi si perde qualcosa.

Ecco perché ho costruito un sistema strutturato che i miei clienti trovano direttamente nella loro area riservata: un ambiente dedicato dove tengo traccia in modo puntuale e personalizzato di fatturato, accantonamenti, scadenze fiscali e aggiornamenti contributivi.

Non un’approssimazione aggiornata “quando capita”, ma un sistema reale, continuativo, pensato per dare a ogni cliente una visione chiara della propria situazione fiscale in ogni momento dell’anno.

Cosa include questo sistema nella pratica?
Monitoraggio periodico del fatturato e degli accantonamenti. Ogni mese sai esattamente quanto stai accantonando e perché. Non ci sono sorprese, non ci sono numeri caduti nel vuoto.

Aggiornamento trimestrale delle stime. Se il tuo business cresce, e speriamo cresca, le tasse crescono con lui. Ogni trimestre riesaminiamo insieme le proiezioni e aggiustiamo il tiro, così non arrivi a giugno con una stima basata su dati vecchi di dodici mesi.

Calendario fiscale personalizzato. Non solo giugno e novembre: tutte le scadenze rilevanti per la tua situazione specifica, IVA, INPS, versamenti in acconto, sono tracciate e segnalate con anticipo. Nessun appuntamento fiscale ti coglie di sorpresa.

Supporto continuativo durante l’anno. Non mi senti solo a giugno per la dichiarazione. Sono presente ogni volta che serve, con risposte concrete e aggiornamenti tempestivi. Se non sei ancora mi@ cliente e stai cercando di gestire tutto questo da sol@, affidandoti alla memoria o sperando che vada bene, ti capisco. Ma ti dico anche che c’è un modo molto più tranquillo di stare in regola e pianificare con serenità.

Il consiglio che nessuno ti dà mai.

Hai letto tutto fin qui, e probabilmente stai già pensando a quanto tempo e energia stai spendendo ogni anno per cercare di tenere sotto controllo una cosa che, diciamocelo chiaramente, non dovrebbe essere un tuo problema operativo.

Le imposte sono un costo del fare impresa, esattamente come l’affitto, i software, il tuo tempo. Quando sono prevedibili, smettono di fare paura. Ma renderle prevedibili richiede un sistema, una presenza costante durante l’anno, e una competenza specifica che non si improvvisa.

Il consiglio sorpresa che ti lascio oggi non è “accogli percentuali” o “segna le scadenze sul calendario”. È molto più semplice, e molto più potente: smetti di farlo da sol@. Non perché non sei capace. Ma perché il tuo tempo vale troppo per essere speso a inseguire percentuali, acconti e scadenze che difatti sono di competenza di un esperto fiscalista. Ogni ora che dedichi ad arrancare su questi numeri è un’ora sottratta al tuo business, ai tuoi clienti, alla tua crescita.

Chi lavora con me non si sveglia a maggio con il panico allo stomaco. Sa già, mese per mese, trimestre per trimestre, cosa arriverà a giugno. E può concentrarsi su quello che sa fare meglio: far crescere la propria attività. Questo è esattamente quello che voglio anche per te.

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