Trasferire la residenza fiscale all’estero. Dove pagherai le tasse?

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Trasferire la residenza fiscale all’Estero. In quale Paese pagherai le tue tasse? In questo articolo ti spiego come si determina la tua residenza fiscale per capire in quale Nazione dovrai versare le tue tasse.

Trasferire la residenza fiscale all’Estero è possibile e non è un’azione illegale ma solo se procedi nel modo corretto e seguendo la procedura necessaria per poterla mettere in atto. Ti premetto che il fisco italiano non è felice quando un suo contribuente si trasferisce all’Estero e con esso anche l’obbligo di versarne le tasse. Quindi, se commetti degli errori durante la tua fase di trasferimento all’Estero, il fisco non ti darà pace e si ricorderà di te in futuro invitandoti a versare quando gli è dovuto. Come potrebbe notarti dato che non vivi più in Italia già da qualche anno? Semplice. Ha a sua disposizione un arsenale di software e banche dati a cui attingere per stanare ed evidenziare l’irregolarità di un ex contribuente italiano trasferito all’Estero.

Ti sei trasferito all’Estero da più di un anno e credi che essere iscritto all’A.I.R.E (Anagrafica dei residenti italiani all’Estero) ti possa eliminare l’obbligo di pagare le tasse in Italia.

E’ doveroso fare una premessa per una migliore comprensione dell’argomento. Vorrei spiegare ai più cosa sia l’AIRE e chi ne ha l’obbligo di iscriversi. L’AIRE è l’Anagrafica dei residenti italiani all’Estero istituita con legge 27 ottobre 1988, n. 470 e contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all’Estero per un periodo superiore ai dodici mesi. L’iscrizione all’AIRE è un diritto-dovere del cittadino (art. 6 legge 470/1988) e costituisce il presupposto per poter usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze Consolari all’Estero. Un classico esempio è dato dall’esercizio del diritto di voto per corrispondenza.

Se hai trasferito la tua residenza (fisica) all’Estero per più di 12 mesi sarai anche obbligato a fare l’iscrizione all’AIRE. Ti preciso che questa iscrizione non equivale a trasferire la residenza fiscale all’Estero. Questo è un pensiero ricorrente tra quanti trasferiscono la loro residenza all’Estero ed è anche un concetto fuorviante. La realtà dei fatti è molto differente e più impervia di quanto ci si aspetti.

Il fisco italiano ha bisogno di avere degli opportuni riscontri affinché un suo cittadino possa realmente essere considerato un espatriato e non versare più le sue tasse in Italia.

Il nocciolo duro della questione è capire come si determina correttamente per la legge e per il fisco la residenza fiscale per un Italiano che si è trasferito all’Estero.

Ti spiego come si determina la tua residenza fiscale in Italia per capire in quale Paese è corretto versare le tue tasse.

Il principio molto semplificato della tassazione in Italia è il seguente:

  • Se per il nostro fisco hai la residenza fiscale in Italia, sarai obbligato a tassare i tuoi redditi, ovunque essi siano prodotti, quindi all’Estero, in Italia (principio della “tassazione universale” art. 3 del Tuir – Testo unico delle imposte sui redditi – DPR nr. 917/86)
  • Se hai la residenza fiscale all’Estero perché vivi e lavori all’Estero, avendo clienti italiani ed esteri, saranno tassati in Italia solo i redditi ivi prodotti.

La normativa italiana considera “residente” il soggetto che per la maggior parte dell’anno d’imposta è in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • Iscrizione alle liste anagrafiche della popolazione residente (cioè al Comune)
  • Domicilio nel territorio dello Stato italiano (secondo il codice civile)
  • Residenza nel territorio dello Stato italiano (secondo il codice civile)

Sei ti sei trovato in una delle condizioni sopra citate per almeno 183 giorni in un anno (184 giorni negli anni bisestili) in base all’art. 2 del Tuir, sarai considerato dalla normativa interna un Residente fiscale Italiano ed in base a tale principio, parteciperai anche tu alla spesa pubblica italiana (C.M. 304/E del 1997).
I requisiti che ti ho appena enunciato sono tra loro alternativi e non concorrenti. Sarà pertanto sufficiente il verificarsi di uno solo di essi affinché tu possa essere considerato fiscalmente residente in Italia.

A questo punto dell’articolo è doveroso individuare e spiegare la differenza dei concetti di “residenza” e di “domicilio”.

La Residenza è la permanenza stabile in un determinato luogo, con l’intenzionalità di rimanervi. Nel Codice civile è il luogo in cui una persona ha la sua dimora abituale. Ad esempio, se ti assenti per un periodo di tempo più o meno lungo per motivi di lavoro, studio o svago, la tua residenza non viene meno.

Il Domicilio è il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei propri affari e dei propri interessi morali, familiari o sociali.

Ad esempio, anche se hai trasferito all’Estero la tua dimora abituale, la legge determina l’esistenza del tuo domicilio in Italia per i seguenti motivi:

  • Il possesso di un’abitazione permanente
  • Partecipazione a riunioni d’affari
  • Presenza della famiglia
  • Titolarità di cariche sociali
  • Accreditamento di propri proventi, anche conseguiti all’Estero
  • Sostenimento di spese alberghiere, iscrizioni a circoli o a clubs
  • Possesso di beni anche mobiliari (moto, barche ecc)
  • Organizzazione della propria attività direttamente o tramite soggetti che operano in Italia.

Come avrai ben capito, questi presupposti normativi entrano in vigore anche quando hai trasferito realmente la tua residenza all’Estero e ti sei iscritto all’Aire.
Se le indicazioni che ti ho appena elencato non riguardano la tua personale condizione poiché vivi e lavori all’Estero per la maggior parte dell’anno e non hai lasciato legami rilevanti in Italia ma …. non ti sei iscritto all’Aire?
Mi spiace, sarai ugualmente considerato un residente fiscale in Italia con l’obbligato di versare qui le tue tasse.

Di contro, la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente non è condizione sufficiente per perdere la residenza fiscale italiana.

Cosa accade nel caso in cui tu venissi considerato residente fiscale all’Estero e contemporaneamente anche in Italia?

Il dilemma si snoda immediatamente grazie ai criteri previsti dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali, se esistenti, per stabilire in maniera univoca la tua residenza fiscale e per evitare di versare due volte le tue tasse sullo stesso reddito. Sto parlando del modello OCSE 2010 il quale definisce il c.d. tie break rules ovvero una serie di criteri per determinare, in ipotesi di dual residence, quale dei due Stati contraenti dovrà prevalere nel considerare residente il contribuente persona fisica.

I criteri in questione sono i seguenti:

  1. abitazione permanente
  2. centro degli interessi vitali
  3. soggiorno abituale
  4. nazionalità

In base alla convenzione esistente tra l’Italia ed il Paese in cui ti sei trasferito, potrai capire in quale Paese verserai le imposte sui redditi prodotti all’Estero.
Se l’applicazione del tie break rules non ha permesso di identificare in modo univoco la tua residenza fiscale, si dovrà ricorrere alla procedura amichevole che potrà essere richiesta da te oppure delle autorità competenti degli Stati Contraenti.

Devi trasferire la residenza fiscale all’Estero ma non conosci nessun esperto in materia.

Come avrai capito, trasferire la residenza fiscale all’Estero non è uno scherzo e non si determina in maniera univoca e veloce. Certamente non è impossibile ed una opportuna pianificazione in base a quanto detta la normativa, ti aiuterà a vivere il tuo trasferimento all’Estero in maniera serena e senza preoccupazioni per il futuro.

Trasferire la residenza fiscale all’Estero rappresenta un argomento poco dibattuto online e soprattutto sono pochi gli esperti che ne affrontano i relativi cavilli. Potrebbe esserti utile anche questo articolo che ho scritto per i Nomadigitali.it “Residenza Fiscale per Nomadi Digitali: Trova Una Soluzione Non Un Escamotages”In questo post ho spiegato come sia possibile trasferire la residenza fiscale all’Estero rimanendo perfettamente in regola con il fisco italiano.

Nelson Mandela diceva: “Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto”. Se vuoi trasferire la residenza fiscale all’Estero, sappi solo affidarti al professionista esperto che fa al caso tuo.

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angela amato

Sono Angela Amato, Dottore Commercialista e Revisore Legale con competenza nella gestione fiscale, societaria e del lavoro delle Attività Online
e sui temi di Fiscalità Internazionale.
Il mondo del lavoro e quello economico sono in continua evoluzione ed il Commercialista deve evolversi di pari passo. Per questo ho deciso di specializzarmi nella consulenza per le Attività Online ed a tutte le sue possibili sfaccettature.
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