Affiliazioni online con Amazon o Google AdSense. Serve la partita iva?

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Affiliazioni online. Per guadagnare con Amazon o Google AdSense devi aprire la partita iva?

Le affiliazioni online sono diventate ormai una consuetudine anche tra i meno esperti. Grazie all’inserimento di banner contestualizzati o affiliazioni online a campagne pubblicitarie, il blogger o il proprietario di un sito web ottiene margini di guadagno più o meno interessanti.

Sto parlando delle affiliazioni online che permettono un guadagno reale tramite un servizio di pay per click, per lead o per sale. Sai di cosa parlo quindi non approfondisco l’argomento.

Il servizio di Google AdSense è il più noto tra tutte le affiliazioni online esistenti ma ci sono ormai numerosi advertising che applicano all’affiliato contratti con caratteristiche differenti tra loro.

Ma i guadagni provenienti dalle affiliazioni online devono essere dichiarati al fisco? Si può avere un profitto dai banner pubblicitari senza avere la partita iva?

Posso rispondere con un “si, puoi farlo” ma devi conoscerne le modalità per non andare contro la normativa fiscale e risultare un evasore.

Se la tua attività è svolta saltuariamente quindi è “sporadica”, potrai dichiarare i tuoi guadagni derivanti dalle affiliazioni attraverso la dichiarazione dei redditi. Fai attenzione al famigerato limite dei 5 mila euro l’anno da non superare per non avere l’ obbligo di aprire una partita iva. Questo concetto che prolifera sul web è una vera sciocchezza. Per questo motivo ho voluto fare un piccolo approfondimento sul mio Blog.

Se hai già una partita iva e non sei certo di gestire correttamente l’iva nella tua fatturazione, ho scritto questo articolo “Iva Amazon. Capire come gestire il fisco nel commercio online” in cui approfondisco tutti gli aspetti fiscali delle operazioni condotte con Amazon, dal commercio online al programma di affiliazione.

Quali sono le condizioni che ti obbligano ad aprire la tua partita iva?

Le condizioni di cui ti parlo sono elencate nell’articolo “Quando aprire la partita iva per lavorare online ed essere regolare col fisco” che ho scritto per Nomadidigitali.it. Leggerlo ti chiarirà le idee. In questo articolo te ne anticipo un breve estratto.

Le condizioni che ti obbligano ad aprire una tua partita IVA sono:

1. la stabile organizzazione

2. la continuità della tua attività

3. la professionalità.

Il guadagno che deriva dalle affiliazioni online, il quale diverrebbe a tutti gli effetti un lavoro, per essere soggetto ad adempimenti di natura formale, deve essere svolto in maniera professionale ed abituale, cioè non occasionalmente, e deve prevedere un costante flusso di operazioni.

La professionalità è data dalla ricorrenza con cui svolgi la tua attività, che dovrà essere abituale ed organizzata.

Avrai capito tu stesso che il limite dei 5 mila euro non viene considerato affatto. Se esistono le condizioni ti ho appena citato avrai l’obbligo di aprire una tua partita iva. Al fisco non importerà l’ammontare del tuo guadagno.

Scarica la nostra guida

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Ti vorrei riportare un esempio facile e veloce.

Se sei proprietario di un sito internet/blog in cui inserisci abitualmente dei banner pubblicitari (senza considerare l’ammontare dei profitti che ne derivano), stai svolgendo a tutti gli effetti un’attività economica che dovrai regolarizzare con l’apertura una partita IVA specifica per le attività da svolgere su internet ed iscriverti al VIES presso l’Agenzia delle Entrate.

L’iscrizione al VIES è necessaria perché gli introiti pubblicitari dovranno essere fatturati alle società estere da cui provengono. Queste Società spesso hanno sede legale nella Comunità Europea come Google AdSense che ha la sua sede in Irlanda. In tal caso bisognerà emettere una fattura senza l’applicazione dell’IVA e con la dicitura “Fuori campo di applicazione dell’Iva art. 7-ter del D.p.r. 633/72”.

Sarà la società ricevente la fattura ad essere poi il soggetto passivo di iva. Non bisogna dimenticarsi di effettuare l’invio della comunicazione INTRASTAT per le attività esercitate con i paesi comunitari.

Se sei proprietario di un sito internet/blog in cui sono inseriti dei banner pubblicitari ma i tuoi guadagni sono esigui… beh. Questo al fisco non importa. Potresti anche non aprire la partita iva ma, un giorno, dovrai essere capace di giustificarti col fisco e provare che la tua attività non è stata svolta con regolarità e professionalità. Sai già che il tuo sito è online 24 ore su 24 e dare una spiegazione del genere non sarà di certo facile.

Aprire la partita iva per la tua attività online non è una tragedia.

Se pensi che il tuo business online sia in ascesa e vorresti puntare più in alto, non pensarci su. Regolarizzarsi col fisco renderà più piacevole svolgere la tua attività online e potrai concentrarti solo sulla crescita del tuo business. Attualmente esiste la possibilità di pagare un piccolissima percentuale di tasse sul reddito ed anche i contributi INPS sarebbero scontati qualora scegliessi di optare per l’unico regime fiscale agevolato esistente al momento, il c.d. Regime Forfettario.

Pensaci bene, non dovrai più temere un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate con tutte le conseguenze del caso. Credimi, potrebbe costarti molto di più correre ai ripari.

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angela amato

Sono Angela Amato, Dottore Commercialista e Revisore Legale con competenza nella gestione fiscale, societaria e del lavoro delle Attività Online
e sui temi di Fiscalità Internazionale.
Il mondo del lavoro e quello economico sono in continua evoluzione ed il Commercialista deve evolversi di pari passo. Per questo ho deciso di specializzarmi nella consulenza per le Attività Online ed a tutte le sue possibili sfaccettature.
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